Server dedicati ma... virtuali. Le nuove frontiere dell'hosting tricolore.
Questo post prende spunto da un articolo del 23 settembre di punto-informatico.
Hosting italiano, tante novità concentrate in questo scorcio di fine 2005. Le offerte e le soluzioni si diversificano. È segno, da una parte, che il mercato italiano sta diventando più maturo.
NGI tenta la strada di un prodotto noto all'estero ma mai sperimentato in Italia: l'hosting dedicato virtuale. Aruba, primo operatore in Italia per numero di siti in hosting, è invece scettico e preferisce insistere su soluzioni tradizionali, presentandole però in salse diverse. Tra l'altro, proprio nei giorni scorsi Aruba ha cominciato il proprio piano di espansione in Europa, acquistando Forpsi, operatore di hosting nelle repubbliche Ceca e Slovacca. L'hosting però non è soltanto ospitare siti web.
Una delle nuove tendenze, in Italia, è infatti l'interesse crescente delle aziende per il cosiddetto hosting gestito (managed hosting) e in particolare per le soluzioni di disaster recovering e business continuity. L'idea è far sì che il business dell'azienda non si fermi mai, anche se c'è stata un'ecatombe di server o si è allagato l'ufficio. È un mondo che potrebbe essere innovato dall'arrivo, in Italia da gennaio, di un nuovo operatore, di rilevanza europea: Interoute, proprietario di una rete paneuropea che consta di 28.000 chilometri di fibra ottica. Promette una guerra dei prezzi. Ad accoglierlo è un mercato dove a farla da padroni sono Telecom Italia e (al secondo posto) Inet, che promette di perfezionare l'universo della business continuity. Sono novità che potranno interessare le aziende di tutte le dimensioni.
"Noi abbiamo lanciato a settembre la prima soluzione di server dedicato virtuale in Italia", dice Luca Spada, amministratore delegato di NGI. Si tratta dell'offerta Virtuo. Che cosa significa server dedicato virtuale? In Italia sarà pure una novità, ma all'estero non lo è: è una via di mezzo tra due forme tradizionali di hosting, quello dedicato e quello condiviso. Con l'hosting dedicato, all'utente viene dato un computer tutto per lui, che può gestire in autonomia. L'hosting condiviso è invece uno spazio in un computer dove ci sono altri utenti e quindi offre una capacità di controllo sul server limitata.
Aruba vede che ci sono due tendenze da seguire, di segno opposto: da una parte semplificare i servizi, per l'utente comune, dall'altra potenziarli e farli evolvere, per cercare di soddisfare i più esigenti. Sembra lapalissiano, ma fin qui è stato meno scontato di quanto si potrebbe credere. "Lanceremo servizi che risponderanno alle esigenze di consulenti, sviluppatori ed aziende che devono realizzare soluzioni specifiche per le quali è indispensabile avere complete garanzie di uptime oppure soluzioni hardware/software particolari".
Posted by Francesco at 7:04 PM
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